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Escursioni

San Vito lo Capo

San Vito Lo Capo (Santu Vitu in siciliano) è un comune della provincia di Trapani in Sicilia.Il paese è uno dei più famosi luoghi di soggiorno estivo della Sicilia, per la bellezza della sua spiaggia che nel 2011 è stata eletta la migliore spiaggia italiana e l’ottava in Europa. Vicino San Vito lo capo possiamo trovare La Riserva dello Zingaro.Dal 1998 la cittadina ospita l’evento : “Cous Cous Fest”, rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo. Una gara gastronomica internazionale di cuscus che impegna chef di 8 Paesi che si affrontano proponendo il cuscus cucinato secondo la propria tradizione gastronomica. Ospita anche l’evento : Festival internazionale degli aquiloni con una tappa finale a San Vito Lo Capo. Aquilonisti di fama internazionale si scontrano in sessioni di aquilonismo acrobatico a suon di musica, contestualmente, durante l’evento vengono anche eletti Mr e Miss aquilone.

Trapani

Stretta tra il mare ed il monte di Erice, l’antica Drepanon nasce intorno al suo porto: originariamente come villaggio sicano, poi come piccola città fortificata, in cui per secoli vissero pescatori, commercianti, artigiani di popolazioni diverse, come gli Elimi, che popolavano Erice, o come un piccolo gruppo di Ionici. Una piccola città di mare, fondata dai Fenici, che solcavano i mari del Mediterraneo e che di Trapani fecero un emporio commerciale. Dal IX secolo a.C. i Fenici, persa la loro indipendenza, si stabilirono nel Mediterraneo occidentale, fondando Cartagine e rafforzando Trapani, trasformando la città in un importante porto per il controllo dei vari scali commerciali.In questo periodo, la storia di Trapani è indissolubilmente legata a quella di Cartagine.La città assiste alle grandi battaglie navali tra Cartaginesi e Romani: quella del 249 a.C. che vide la sconfitta della flotta romana, quella delle Egadi del 241 a.C., che permise ai Romani di occupare Trapani.L’epoca romana penalizza notevolmente la città, che perde la propria autonomia politica, la proprietà delle terre e subisce nuove tasse ed imposizioni.Nel 395 la Sicilia, e Trapani con essa, passa all’Impero Romano d’Oriente. Sono anni difficili, anche per le numerose invasioni barbariche. La città rinasce con la dominazione degli Arabi, che a partire dall’827 iniziano l’occupazione della Sicilia.Visita ai mulini a vento ed alle saline Trapanesi, il Santuario di Maria SS Madonna di Trapani, il Museo Pepoli, il centro storico di Trapani, la Cattedrale, la chiesa del Pugatorio sede dei Gruppi dei Misteri antica tradizione della Settimana Santa aTrapani, la Torre Ligny ect…

 

Erice

Sulla vetta più alta inciela una medievale borgata irta di torri. È il piccolo borgo di Erice, dominato una volta dal più famoso tempio della dea più famosa…Venere… con la sua cinta fortificata, con le sue strade accuratamente selciate.
Visita del Borgo medievale di Erice, sita a 751 m di altezza con invidiabili viste panoramiche, il Balio, il Castello Normanno e il Castello di Venere.Visita della Cattedrale e il suo Campanile, passeggiata per il centro storico tra le vie ricche di botteghe artigianali con degustazione di pasticceria ericina.

 

Mothia

Mozia, fondata alla fine dell’VIII sec. a.C., per la sua posizione felice dovuta anche alla vicinanza con l’Africa e punto di transito obbligato per le rotte commerciali verso la Spagna, la Sardegna e l’Italia Centrale, divenne ben presto una delle più floride colonie fenicie del Mediterraneo.La presenza in Sicilia dei Greci, con cui i Fenici avevano scambi commerciali ma anche contatti non sempre amichevoli, causò guerre che con alterne vicende provocarono infine la distruzione di Mozia ad opera di Dionisio di Siracusa nel 397a.C.Da allora i superstiti si trasferirono sulla costa siciliana, fondando la città di Lilibeo l’odierna

 

Palermo

Le origini di Palermo si fanno risalire tra l’VIII e il VII secolo a.C., all’epoca della colonizzazione dei Fenici. Ma, in precedenza, il sito – posto ai margini di una vasta e fertile conca abbondante d’acqua – era stato frequentato dai Sicani (provenienti dal sud Italia o, forse, dalla Spagna) nel terzo millennio, dai Cretesi nella seconda metà del secondo millennio, dagli Elimi (provenienti, secondo la tradizione, dalla distrutta di Troia) intorno al XII secolo a.C. e dai Greci nell’VIII secolo. Il nome è, appunto, greco e vuol dire “tutto porto” (παν-όρμος), dovuto alla facilità d’accesso dal mare.Due fiumi, quelli che poi furono chiamati Papireto e Kemonia, formavano una penisoletta lunga circa un chilometro dove sorse il primo nucleo della città (Paleopoli), e che si trovava nella zona dell’attuale Palazzo Reale; attorno al IV secolo a.C. venne fortificato tutto il territorio tra i due fiumi (Neapoli). L’emporio fenicio-cartaginese, dopo un vano attacco del siracusano Dionisio I nel V secolo a.C., fu uno dei cardini della contesa tra Roma e Cartagine all’epoca delle guerre puniche.Visita il centro storico di Palermo, la Cattedrale, il Palazzo dei Normanni, la Cappella Paladina, il Mercato rionale, il Teatro Massimo.

 

Monreale

Salendo dalla strada panoramica Rocca-Monreale costruita nel Settecento per volere dell’Arcivescovo Mons.Francesco Testa , si possono ammirare le Fontane situate lungo il percorso, con il loro contenuto simbolico e l’intenso messaggio iconografico trasmesso dalle acque, monti, conchiglie ed altri elementi decorativi , rimandano più o meno a concetti di fecondità, di abbondanza e di rigenerazione.La Fontana Sulle pendici del Monte Caputo, a 300 metri sul livello del mare sorge la cittadina normanna che si fondò lentamente nel corso del Basso Medioevo, intorno all’Abbazia Benedettina ed al Monumentale Duomo (Santa Maria La Nuova 1174 ed il 1176) del Pescatore situata dopo la Rocca, è in marmo bianco e pietra per l’eleganza delle linee, la fontana è da considerare come una delle migliori composizioni scultoree dell’artista Ignazio Marabutti, che fu molto abile nel dare vivacità ed armonia ai putti.Nel centro è costruito uno scoglio sulla cui sommità sono posti tre putti aggrovigliati con quattro pesci tutti in marmo. Poco dopo si trova la Fontana del Drago, cosi’ chiamata poiché dalla roccia spunta la testa di un drago dalla cui bocca zampilla acqua.Quest’opera è stata anche realizzata dallo scultore Ignazio Marabutti che fu abile a sfruttare le risorse del luogo con il quale riusci’ a creare un effetto scenico alquanto suggestivo. I putti sono disposti a piramide attorno alla testa del Drago.

 

Cefalù

Il 2 giugno 1860 Enrico Piraino (Cefalù, 1809-1864), Barone di Mandralisca viene nominato Presidente del Consiglio Civico.La Deputazione di Cefalù, di cui il Mandralisca è un componente, emette un proclama a favore di Garibaldi e delle sue gesta Il 27 gennaio 1861 si svolgono le Elezioni Generali per il Primo Parlamento Nazionale. Il Barone di Mandralisca viene eletto deputato. Il 17 marzo successivo viene proclamato il Regno d’Italia. Il Mandralisca sotto la Prodittatura ricopre la carica di Ministro per la Pubblica Istruzione.La Città ha voluto ricordare la visita di Garibaldi a Cefalù (5 luglio 1862) e il discorso che egli fece dal balcone della Casa Comunale (l’antica sede del Municipio nell’’attuale via G. Amendola), con una lapide posta sul lato che si affaccia in Corso Ruggero:Le consultazioni per eleggere il Consiglio Comunale si tengono nel gennaio del 1862.La prima riunione (straordinaria) del Consiglio, convocata dal Regio Delegato Straordinario, Consigliere di Prefettura G. Sanfilippo, si tiene il 23 gennaio 1862.Viene nominato Sindaco, con decreto (30 gennaio 1862) del Luogotenente Generale del Re nelle Provincie Siciliane, l’avvocato Salvatore Misuraca Turrisi (Cefalù, 1838-1901). Da questo momento la storia della Città segue quella del Regno d’Italia.

 

Marsala

Visita del Duomo, Piazza della Repubblica , complesso monumentale San Pietro sede del Museo Risorgimentale Garibaldino, museo della nave punica, visita e degustazione cantine Storiche Pellegrino.Nella storia della Sicilia.Marsala affonda le sue radici nel IV secolo a.C., quando dal mare giungono i Fenici per insediarsi nell’isola di Mozia, la perla archeologica dello Stagnone che i Cartaginesi difendono invano nel 397 a.C. dagli attacchi di Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. I superstiti si rifugiano sul vicino promontorio di Capo Boeo, e qui fondano Lilybeo. Poi la lunga dominazione dei Romani, sotto i quali fiorisce il commercio e si sviluppano gli affari. Nell’VIII secolo arrivano i pirati Arabi: distruggono Lilybeo e la ribattezzano col nome di Marsa Allah, Porto di Dio (secondo altri Marsa Alì) da cui l’attuale nome Marsala. Ai musulmani seguono i Normanni e gli Svevi: siamo a cavallo tra il XII e il XIII secolo, durante il quale gli interessi economici della città si spostano dal mare alla terraferma.Marsala diventa centro agricolo, nascono e si sviluppano i feudi nei quali – grazie agli Angioini – si diffondono le colture dei cereali e cresce la pastorizia. Nel 1575 avviene un fatto clamoroso: gli Spagnoli chiudono il porto per fronteggiare le invasioni dei pirati.E’ il declino delle attività legate al mare, mentre si avvia la diffusione della viticoltura. Lungo le coste spuntano torri d’avvistamento; nell’entroterra nascono i bagli che scandiscono i ritmi della vita contadina.

 

Segesta

Il Tempio il “grande tempio” fuori le mura della città era un periptero greco-siceliota di 6 x 14 colonne. Dopo l’innalzamento del colonnato la costruzione rimase incompiuta, molto probabilmente a causa della presa della città da parte dei cartaginesi, nel 409 a.C.La discussa cella, di cui oggi non si conserva traccia visibile in superficie, era stata progettata e vanne cominciata, come testimoniano alcuni tratti della fondazione individuati in recenti saggi di scavo.Nel colonnato (peristasi), le bozze sulle gradinate (crepidoma) e sulle colonne, che di solito venivano esportate soltanto nella fase di rifinitura, testimoniano lo stato di incompiutezza del tempio.

 

 Scopello

Scopello è un borgo che conta una trentina di residenti a metà tra il mare della riserva naturale dello zingaro e la montagna, la foto che vi propongo viene proprio da quest’ultima e racconta della suggestiva alba siciliana vista da uno dei punti più alti di quello che chiamano “Bosco Scopello”.

 

 Agrigento

Fondata nel 581 a.C. dai coloni Rodii e Cretesi della vicina Gela, Akragas divenne in breve tempo una delle più importanti città della Magna Grecia, in Sicilia seconda solo a Siracusa.Nel 210 a.C. venne saccheggiata dai Romani e assoggettata all’Impero ma conobbe nei secoli successivi, l’invasione e la riedificazione da parte degli Arabi che la ricostruirono sulla cima della collina in cui oggi si ammira il centro storico caratterizzato appunto dalla tipica conformazione araba, con le sue piccole viuzze e cortili che convergono verso la Via Atenea, che è da considerare anche oggi la più importante arteria della città.La via Atenea da Porta di Ponte, attraversa interamente il centro storico e su di essa si affacciano bellissimi palazzi e numerose chiese frutto di stili di costruzione a volte totalmente diversi tra loro che contengono all’interno dei veri e propri tesori di arte sacra molto spesso sconosciuti al grande pubblico.Tra questi, all’interno delle chiese, si possono visionare numerose opere del Serpotta e del Gagini. Caratteristiche e pregevoli le chiese dell’Addolorata e di San Francesco di Paola, ubicate nel popolare quartiere Rabato, di San Giuseppe, San Domenico, dell’Itria o Sant’Alfonso, dell’Immacolata e di S.Maria dei Greci costruita sui resti di un tempio greco.Nel cuore vecchio della città esistono ancora piccole osterie dove si mesce il vino e si servono sarde salate ed olive schiacciate.Oggi Agrigento si estende su una superficie di 245 Kmq a 230 metri dal livello del mare e conta 55.424 abitanti.

 

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